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Quando Corato affondò: una nuova edizione del libro di Pasquale Tandoi

Quando Corato affondò: una nuova edizione del libro di Pasquale Tandoi

Lo storico Pasquale Tandoi aveva già scritto e pubblicato 25 anni fa il libro "Quando Corato affondò: Cronaca e immagini di un disastro urbanistico 1921-1922". 
Grazie alla sensibilità e al sostegno di Live Edizioni con il contributo di Fondazione Cannillo, Fondazione Vincenzo Casillo, Granoro e Steeltech, oggi si ripresenta ai lettori con una riedizione più ricca di immagini, approfondimenti e dettagli, con anche la cronaca quasi quotidiana di una tragedia che ebbe risalto in Italia e all’estero.
Nel 1922, piazza Di Vagno fu l’epicentro del più grave disastro urbanistico subito da Corato nella sua storia millenaria. Numerosi crolli provocati dall’acqua che scorreva nel sottosuolo devastarono la città, causando il cedimento del palazzo ducale – datato 1619, testimonianza architettonica del tardo rinascimento coratino – ma anche di palazzo Pedone, palazzo Pagano e della chiesa del Monte di Pietà.
In seguito ai crolli vi furono migliaia di senza tetto, ricoverati dapprima nelle tende, poi nelle baracche di legno.

La riedizione del libro verrà presentata giovedì 29 settembre alle 18.30 nel chiostro del Palazzo di città, in un evento introdotto dal prof. Mario Piccarreta e organizzato da Amici dei Musei Corato nell’ambito del progetto “Le Vie dell’Acqua”, svolto in collaborazione con il Centro Sub Corato APS ETS e Sigea Puglia APS, con il sostegno del Comune di Corato e Fondazione Cannillo, e il patrocinio dall’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia e dell’Acquedotto Pugliese.

Due ragioni soprattutto hanno spinto l'autore a voler rieditare l'opera. La prima è che il libro del 1997, a fronte di numerose richieste, risulta ormai da anni introvabile e lo stesso autore ne custodisce gelosamente un’unica copia.
La seconda è il desiderio di ricordare, in occasione del centenario, quei terribili crolli che nel 1922 avrebbero di fatto cambiato tristemente il profilo architettonico e urbanistico della città, seppellendo il cuore di Corato sotto il peso crudele della costernazione, dell’incredulità, della rabbia e del pianto.

"Da quando frequentavo la terza elementare ho sentito un forte richiamo verso la storia. L'ho studiata all'Università e ne ho fatto una ragione di vita. Quando ho insegnato in Trentino, mi sono reso conto che anche i più piccoli paesi avevano la loro storiografia. E dalla collaborazione con Lo Stradone ho poi scritto 17 libri sulla storia di Corato, scegliendo di approfondire vari temi e vari periodi storici.
L'idea di questo libro nacque dalla scoperta casuale nella Biblioteca di Corato di un album di foto del 1922. Quel giorno ho deciso che avrei iniziato una nuova ricerca e una nuova opera", ha raccontato l'autore in esclusiva alla Fondazione Casillo.
Il principale intento è stato quello di preservare e tramandare un pezzo di storia che ancora evoca i suoi fantasmi a chi si trova a percorrere oggi il vuoto assolato di piazza Di Vagno, luogo simbolo di quella immane catastrofe. In questa piazza la percezione di un’assenza, di qualche pezzo che manca, è palpabile anche a distanza di generazioni.
Il libro è stato arricchito con immagini e documenti storici che restituiscono efficacemente la tragica dimensione che i cittadini di Corato furono costretti a vivere in quegli anni. I testi sono stati in gran parte rivisitati e aggiornati dallo stesso autore.
Tandoi è riuscito a descrivere quel periodo della Storia attraverso la pura ricostruzione dei fatti, analizzando senza partigianeria ma con la precisione che sempre caratterizza il suo lavoro, documenti storici e articoli di giornali dell’epoca, tirandone fuori un racconto del quotidiano che ha il sapore di un vero e proprio romanzo.


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FONDAZIONE VINCENZO CASILLO
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