Reportage

12 luglio 2018 Komorebi: una parola che si legge tra gli alberi

di Marilù Ardillo
12 luglio 2018 Komorebi: una parola che si legge tra gli alberi

Komorebi è una parola che si legge tra gli alberi, non ha una traduzione precisa.
Affonda le sue radici in una città delicata come Kyoto. È quella luce smorzata che filtra tra le foglie degli alberi, è uno stato d’animo, un’atmosfera. Sottile e leggera.
Cosa tien legati una parola giapponese, un treno e la vita di un ragazzo di appena 18 anni è un fatto accaduto due anni fa, che oggi per raccontarsi cerca un modo e un luogo nuovo.

Il 12 Luglio 2016 sul tratto Andria-Corato delle Ferrovie Bari Nord un incidente interruppe la vita di 23 persone.
La classe V del Liceo Artistico Federico II Stupor Mundi di Corato ha realizzato un cortometraggio intitolato “Dopo” per aprire 23 piccole finestre sulle esistenze e sulle aspirazioni di chi su quei sedili stava aspettando di sostenere un esame, comprare un vestito, fare le prove per un concerto.

Francesco Tedone era rientrato il giorno prima da un anno di studio in Giappone con Intercultura. Entusiasta, appassionato, intento a dare seguito a tutte quelle idee piccole e grandi che soprattutto in Giappone avevano iniziato a prendere forma.
I suoi fratelli Natale e Tiziana hanno fatto appello a tutta l’energia e il coraggio e hanno messo dentro l’Associazione Francesco Ludovico Tedone i sogni suoi e quelli di molti amici, le passioni coltivate nel tempo e il desiderio di bellezza: per garantirne la continuità e l’arricchimento.

Komorebi è diventato il nome definitivo dell’evento che ogni 12 luglio intende ricordare Francesco con uno straordinario inno alla vita, attraverso lo sport, la musica, l’arte, il buon cibo, sotto un unico denominatore comune: la condivisione.
Quest’anno la villa comunale di Corato (BA) è stata per un giorno intero la casa di tutti: moltissimi ragazzi hanno messo a disposizione di centinaia di coetanei le proprie fotografie, poesie, coreografie, installazioni, illustrazioni e canzoni. Uno spazio libero e aperto che si è mosso silenziosamente in un’atmosfera quasi surreale, eppure in ogni istante gioiosa.
Ogni partecipante ha avuto l’opportunità di esprimere il proprio talento, mettendolo a servizio del bene comune e della memoria degli occhi curiosi di Francesco.
Il merito di Natale e Tiziana e della loro squadra è stato quello di accendere l’energia di un luogo solitamente deserto e immobile, gli animi di chi ha ascoltato e guardato, i sorrisi di chi ha ballato, suonato e cantato. Come anche di colorare i silenzi di chi ha sentito particolarmente il dolore, non perdendo mai però il contatto con la spinta alla bellezza. A stare bene insieme.

La Fondazione Vincenzo Casillo, proseguendo nelle sue attività di sostengo e formazione ai giovani, ha sostenuto l’Associazione Francesco Ludovico Tedone in questa iniziativa, come anche dal principio la causa della famiglia di Francesco, cofinanziando la borsa di studio Intercultura per un ragazzo di Corato (BA) per un anno di studio in Giappone, sulle stesse orme di Francesco.

Se avete voglia di vedere tutte le foto dell’evento, potete trovarle nella pagina FB ufficiale di Komorebi.
Qui invece trovate la pagina FB ufficiale dell’Associazione, per tenervi in contatto con le attività promosse e con la preparazione e i casting del prossimo 12 luglio 2019.

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