Reportage

Tommy Dibari corre con Pietro Mennea: l’uomo che accende la fantasia

di Marilù Ardillo
Tommy Dibari corre con Pietro Mennea: l’uomo che accende la fantasia

Il giorno in cui Andrea Camilleri ha compiuto 93 anni ha condiviso con i suoi lettori una riflessione profonda, sul tempo che stiamo vivendo. “Non si sa più a cosa credere, vedo una sorta di sbandamento generale. La cosa che mi preoccupa più di tutto è la perdita della speranza. L’unica via è che i giovani ritrovino l’energia di un tempo, la forza di un tempo, lo spirito di un tempo”.

Vi chiederete perché muovere i passi da uno scrittore siciliano ad uno barlettano, che certamente in comune hanno la passione autentica per la verità e un attaccamento radicato al territorio in cui sono cresciuti.
La ragione si lega intimamente all’auspicio di belle speranze: di conquistare nuovi punti di partenza, di tagliare nuovi traguardi, di raccontare storie buone da cui possano nascere storie migliori.
Da questo parte Tommy Dibari quando decide di iniziare a scrivere il suo ultimo libro, per dare una risposta a quella perdita della speranza e di energia. E da lui a Camilleri possiamo spostarci a passi veloci e poi tornare indietro, ché entrambi raccontano di gente come noi e di noi che stiamo dalla loro parte.

“Pietro Mennea, l’uomo che ha battuto il tempo” edito da Cairo Editore non è una biografia, ma un docu-romanzo, come lo definisce Tommy stesso: la cronologia sceneggiata di tutti i suoi successi, che mette al centro non solo il tempo come unità misurabile, ma anche il tempo del dolore, il tempo dell’amore, il tempo della sofferenza, dell’impotenza e il tempo dei sogni. Perché attraverso il senso del tempo Pietro, in qualità di uomo prima che di atleta, è riuscito ad affermare un sogno.

Questo libro è stato voluto da Beniamino Casillo, membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Vincenzo Casillo, è stato supportato da Marco Garavaglia, vice direttore di Cairo Publishing, ed è stato scritto per i giovani, per le nuove generazioni che ancora stanno definendo i tratti di un progetto di vita con cui misurarsi.
Beniamino ha sempre assistito ammirato con occhi appassionati alle imprese sportive di Mennea e per certi versi si rivede in quella riservatezza. Tommy è cresciuto con la sua immagine incorniciata nello studio di suo padre e oggi prova a leggere con l’attenzione di un palombaro il cuore di Pietro nei momenti più importanti della sua vita.

La vita di Pietro Mennea accende la fantasia, racconta di come si possa riuscire ad elevarsi per migliorare la propria condizione sociale, il proprio stato culturale, di come si possa realizzare l’emancipazione e l’affermazione del proprio territorio di origine, di come le parole “mai” e “impossibile” siano solo degli ostacoli mentali.
Beniamino sceglie la brillante penna di Tommy Dibari per mettere a disposizione dei giovani uno degli esempi più validi e più ricchi della storia del Sud, certo di fornire loro degli stimoli alla crescita e all’affermazione. Per arrivare a toccare “il tetto del mondo”.
Pietro Mennea è stato il personaggio che più di ogni altro negli ultimi decenni ha tracciato un percorso di vita straordinario per tenacia e umiltà, che ha dimostrato attraverso volontà, impegno e abnegazione che anche obiettivi impensabili possono essere raggiunti. Perché chi ha vissuto con dignità e valore possa ispirare coloro che dovrebbero costruire la propria vita sulla scia di altrettanti ideali.

“Lo sport è da sempre un modello ineguagliabile di integrazione sociale, benessere fisico e psicologico, soprattutto per le persone che sono quotidianamente a contatto con le difficoltà della vita. Pietro con sacrificio e forza d’animo ha mostrato tutta la sua capacità nel superare le difficoltà. Così oggi la storia di questo mio cugino bizzoso e controverso, diffidente e apparentemente sempre insoddisfatto, può davvero insegnare ai giovani che è possibile raggiungere grandi risultati credendo nei valori della legalità, dell’onestà e del sacrificio. E sono certo che Pietro sarebbe contento se anche solo un ragazzo raggiungesse la sua meta grazie al suo modello”.
Queste le parole dell’affezionato cugino Ruggiero Mennea, che abbracciano quelle di Manuela Olivieri, sua amata compagna di vita, che lo definisce un uomo straripante, che non aveva limiti nel suo concedersi.

Fin dalle prime pagine Tommy si è sentito un po’ Pietro anche lui, perché come lui prova a restare in piedi nonostante tutto, come lui si misura attraverso il suo tentativo. Perché la bellezza sta nel tentativo.
In quello che amava definire “magazzino dei suoi mondi”, Pietro custodiva magliette, medaglie e libroni di ritagli che avevano iniziato a raccogliere i suoi genitori. In tutto il tempo trascorso in quella stanza Pietro si è domandato: “Cosa posso fare così piccolo contro questi giganti?”
La risposta sta dentro i 6128 giorni in cui è stato l’uomo più veloce del mondo. E sta dentro anche la capacità di reinventarsi dopo la fine della carriera sportiva, quando insieme a Manuela si è specializzato nel diritto diventando un bravo avvocato e si è dedicato con sincera passione alla sua Fondazione, facendo in modo di non dimenticare mai chi come lui ha avuto bisogno di appoggio.

La Fondazione Vincenzo Casillo ha compartecipato con emozione alla realizzazione di questo libro, con l’intento di poter contribuire alla formazione culturale dei giovani. Perché fornire loro esempi di storie di uomini che ce l’hanno fatta dopo essersi prefigurati un percorso di vita, significa compiere un servizio alla collettività.

“Nella vita non è tanto importante battere un record del mondo o vincere un’Olimpiade, ma la vita è una strada che si percorre e quando si arriva in fondo ci si gira, si guarda indietro e si vede ciò che si è fatto e soprattutto come lo si è fatto”. Questo il monito di Pietro.
La sua strada è iniziata nel cortile di una scuola. La nostra possiamo ancora tracciarla, prendendo qualunque direzione, seguendo i suoi passi veloci e leggeri.
Pur di non rinunciare a sfiorare lo stesso tetto di un altro mondo.

 

*Parte dei proventi derivanti dalla diffusione del libro saranno destinati a sostenere l'associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo - A.I.C.I. ONLUS, la Fondazione Vincenzo Casillo e la Fondazione Pietro Mennea Onlus.  

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