Reportage

TEATRIFICIO22: laboratori creativi che curano le emozioni 


di Marilù Ardillo
TEATRIFICIO22: laboratori creativi che curano le emozioni 


Quando pensiamo ad un panificio pensiamo ad un luogo accolto dove si produce il pane, dosando gli ingredienti, impastandoli, nell’attesa di assistere ad una crescita.
Sei anni fa Claudia Lerro, attrice, autrice e regista teatrale insieme a Simona Oppedisano, attrice, burattinaia e regista, si sono lasciate ispirare da questa suggestione quando hanno creato il Teatrificio22, una compagnia teatrale che produce cultura, mettendo insieme ingredienti come creatività, sensibilità e dedizione, fino alla creazione di un’opera unica.

Esistono molti modi per prendersi cura delle persone. Il Teatrificio22 ambisce a farlo attraverso la verità del teatro. Perché ciascuno ha qualcosa del proprio animo da curare e ciascuno ha una verità da raccontare.
Uno degli obiettivi è favorire il contatto con la propria emotività, armonizzando la relazione tra corpo, mente, voce, l’altro, se stesso e la propria dimensione creativa.
In uno dei suoi testi più noti Stanislavskij esorta: “Formate i pensieri e le immagini della fantasia secondo il testo e le circostanze fornite dal regista. Ma siccome li avete fatti nascere entrambi dal vostro cuore, le parole e la verità che voi mettete in queste parole, proprio come se fossero la vostra vita, si fonderanno nel cerchio della vostra immaginazione e sulla scena”.
Anche in virtù di questo, Claudia e Simona si impegnano a rispettare la creatività di tutti coloro che al Teatrificio si avvicinano con curiosità e apertura, senza nessuna emulazione, con l’unico desiderio di dare forma a quanto già in ognuno si muove lungo le corde della libertà di espressione e di sentimento.

Gli iscritti al Teatrificio22 hanno dai 6 ai 70 anni. Attualmente sono attive 5 classi dedicate ai bambini, 1 classe agli adolescenti e 2 agli adulti. Chiunque può accedere senza sostenere alcun provino, spinto da un unico intento comune: lavorare su di sé col sostegno dell’arte. Affrontando i nodi della propria esistenza, le resistenze e i blocchi.
I bambini giocano, improvvisano, fanno finta che. La loro parola è vera, il corpo è vero, è una finzione vera quella che appartiene a loro e con loro si realizza l’energia della trasformazione più profonda. 
I laboratori hanno una cadenza settimanale, durano circa 2 ore.
Si lavora sul corpo, sulla voce, sulle emozioni, sul rilassamento, sulla relazione con l’altro, senza alcuna forma di protagonismo. Si lavora sul testo, sull’improvvisazione e sulle letture interpretate.
L’anno accademico inizia a settembre e termina a giugno con uno spettacolo che coinvolge tutte le classi, condividendo il momento in cui si crea insieme la bellezza e si impara ad affrontare e superare il giudizio del pubblico. Sulla scena hanno l’opportunità di produrre valori e significati, in un continuo processo di evoluzione.

Ad oggi Claudia e Simona lavorano su diversi progetti insieme alla loro squadra.
Con le classi dei bambini continuano ad esplorare Le Fiabe Pugliesi, seguendo le tracce del libro “Fiabe e novelle del popolo pugliese” del folklorista molfettese Saverio La Sorsa.
Quattro di loro hanno superato i casting e partecipato di recente al cortometraggio “Cacciaguida” prodotto da Lateral Film, ispirato alla vita di Vincenzo Casillo, padre fondatore del Gruppo Casillo.
«Lavorare con i bambini è uno scambio prezioso», racconta Claudia. Insegnano a mantenere viva la capacità di meravigliarsi ed emozionarsi, cogliendo anche l’opportunità di accrescere l’autostima, imparare parole nuove, migliorare il proprio senso estetico.

Invitare a mettersi in gioco è dunque la sfida di Teatrificio22, unitamente a quella di dare un contributo significativo al territorio pugliese. Perché ancora ogni giorno non perda il desiderio di reinventarsi, in una serie di repliche che rappresentino un’opera sempre unica.


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