Reportage

Il primo esperimento di Ortoterapia a Corato (BA): una promessa di felicità

di Marilù Ardillo
Il primo esperimento di Ortoterapia a Corato (BA): una promessa di felicità

Da sempre il binomio uomo-natura ha assunto un’accezione spirituale, spesso terapeutica. Assistere alla crescita e fioritura di una pianta e sentire che questo accade grazie alla nostra cura, regala un’insolita sensazione di benessere, garantisce il buonumore e aumenta l’autostima.
A cavallo degli anni ’70-’80 un medico americano ebbe un’intuizione: notò che i pazienti in cura presso un ospedale della Pennsylvania guarivano più rapidamente quando la loro stanza si affacciava sul grande giardino della clinica. Un giardino dall’aspetto armonico poteva lenire il dolore e favorire sul piano psicologico il processo di guarigione. 
Dopo questo passo sono stati fatti diversi studi su giovani, anziani, disabili e pazienti psichici riscontrando sempre risultati straordinari. Chi si prende cura di un orto migliora le capacità di apprendimento, sviluppa la motricità, favorisce la socializzazione, rafforza la fiducia in se stesso, allontana i pensieri negativi, aiuta a gestire le emozioni e aumenta la percezione di se stesso. Trafficare con le piante è una promessa di felicità.

La stessa intuizione ha illuminato gli occhi di Annalisa e Luigi Lonardelli, genitori di Giuseppe, che circa cinque anni fa hanno avviato a Corato (BA) una bellissima serra con l’intento di offrire l’opportunità a ragazzi disabili di intessere quotidianamente un rapporto attivo con la natura.
Il primo esperimento di ortoterapia in Puglia regala nuove speranze, nuove motivazioni, assicurando i benefici del lavoro di gruppo e la condivisione di una creatività costruttiva.
Il percorso didattico è condotto dall’agronomo Dott. Salvatore Malcangi che con pazienza guida i ragazzi e le famiglie che desiderano prendere parte al progetto nella scelta delle tipologie di semi da piantare, nel rispetto dei tempi utili per la raccolta, nelle tecniche di coltivazione e nei percorsi didattici rivolti alle scuole al fine di integrare la formazione scolastica con esperienze dirette che educhino alla conoscenza di un consumo consapevole.

Due anni fa gli stessi genitori hanno fondato l’Associazione Insieme per la vita, in cui grazie all’aiuto di altre due mamme, due educatrici, un volontario e un operatore socio sanitario si integra l’attività di ortoterapia con altre di natura artistica e culturale.
Nel corso della settimana si alternano laboratori di pittura e di informatica a musicoterapia, mini corsi di inglese, lettura della bibbia fotografica, attività motorie e sportive, cineforum integrato e lettura condivisa di un quotidiano con relativa discussione.
Insieme per la vita è prima di tutto accoglienza, oltre a sostegno e promozione dei processi di autonomia e integrazione sociale delle persone che hanno imparato ad essere abili in maniera diversa. Si impegna ogni giorno a contrastare il fenomeno dell’emarginazione e realizza spazi di partecipazione condivisa, perché la qualità della vita di tutti acquisti un valore aggiunto.

Voltaire conclude il suo bellissimo Candido esortando: “Bisogna coltivare il nostro giardino”, che non rappresenta solo un appezzamento di terra, ma una metafora che coinvolge il mondo.
Se impariamo ad avere cura, sarà meno complicato coltivare i nostri sogni e dedicarci a qualcosa che aiuterà a far emergere i nostri istinti migliori.

 

 

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